Sono certa che questo titolo infame regalerà momenti di sconforto per chi si aspetta la rubrica monotematica monologo monopoli monoprix monopattino.
Purtroppo oggi va così: su ESSERE DI P/ARTE si parlerà dell'esistenza di Dio.
Cambiate blog e cambiate browser se non ve la sentite.
Se la dimostrazione della Quinta Via vuole supporre l'esistenza di un Dio proprio perché la creazione di un universo con una finalità dimostra l'intromissione di Dio/poiché solo i movimenti (cogliete la semplicità dello spostamento ma immaginate la migrazione esterna ed interna..) umani erano giustificati e motivati da una finalità [...]And so on. Tenete duro amici.
Quello che ho capito io diversamente da Tommaso D'Aquino (roba da stupirsi perché io e Tom siamo del tutto alla stessa altezza di pensiero) è che il movimento è principalmente interiore ed è esattamente questa finalità carnale e viscerale che si espande in una versione moderna di un telefilm americano ambientato in un'umida città piena di Suv.
La casualità, la scelta fatta un po così con una moneta gettata al vento (e tutti vi ripetete "si ma già mentre lanci tu sai cosa desideri, perché speri...") beh, ecco io non è che proprio spero come direbbe Paolo Villaggio ma diciamo che spesso me la cavo. In ogni caso la dimostrazione di un movimento giustificato da una finalità mi piace, mi da conforto ma il problema è che ho perso il filo del pensiero.
Ciò che volevo dimostrare oggi è che esiste una forza del pensiero che probabilmente muove anche le cose circostanti. Io oggi con tutta questa energia propositiva ho spostato Marte, Saturno e tutti i pianeti avversi (così direbbe mia zia), ho accarezzato la schiena della Luna e l'ho girata nel verso giusto, quello della copertina degli Air "Voyage sur la lune", ho preso a calci due o tre stelle per rendere più buia la mia riflessione, ho avvicinato qualche nuvola per bagnare la panchina sul parco di quel grande scorbutico che lavora in quel negozio di chiavi, ho bagnato le mani nella notte più buia per prendere il giorno come fosse un telo da stendere e come una tovaglia ho apparecchiato la giornata.
Ecco io credo che la quinta via per dimostrare l'esistenza di se stessi sia la pulsione che muove e agita ciò che ci circonda: si tratta di un movimento armonico, come un'onda sonora gigante ed annebbiante, fa l'effetto della benzina, del caldo sull'asfalto.
Ma non voglio aver paura di vedere un poco annebbiato.
sabato 17 gennaio 2015
martedì 9 dicembre 2014
UNA TEORIA. LA MIA.
Al mondo altrettante persone come me sostengono la propria teoria, quella che vale per sè e va applicata a tutti gli altri senza alcuna modifica o interpretazione. Sono retaggi del SuperIo non troppo latente, retaggi di quella fase infantile in cui si passa dal Claudia all'io.
Quando esattamente si comincia a parlare ma soprattutto a pensare in prima persona? Quando esattamente ci riteniamo portatori di una verità senza concorrenti?
Io ho una teoria ed è la mia. Si tratta di un pensiero pseudoscientifico basato tutto sulle sensazioni, sulle impressioni e sui desideri (come dice Wikipedia) però aggiungo una nota essendo un utente certificato ed aggiungo *miei.
Ci sono dei giorni in cui leggo l'enciclopedia in cerca di un contenitore alle mie sensazioni ed oggi voglio dirvi le mie ultime scelte.
Queste sono le mie parole del giorno:
Appercezione
Pseudoscienza
Collimare
Sillabo
domenica 26 ottobre 2014
I CLONI DEL XXI° SECOLO
“No, mi interessano le persone e il loro desiderio di costituirsi un’identità attraverso dei caratteri esteriori.”
Hans Eijkelboom
http://www.vice.com/it/read/clones-hans-eijkelboom-fashion-909
@VICE
martedì 16 settembre 2014
PER IL TUO COMPLEANNO G.Catalano
Ti ho comprato l’estate, un sommergibile e un motel
un gatto volante, un annaffiatoio di cristallo, un fischietto
ti ho comprato una zucca, un albero di giuggiole, nove
tipi di pane, ti ho comprato un pesciolino d’oro e un tamburello,
ti ho comprato un cappotto verde e delle scarpe di corallo, un letto a cinque piazze e mezzo, una casetta dalle finestrelle che sorridono.
Ti ho comprato una spada di liquirizia, un topo infrangibile, una banana parlante e ti ho comprato un misuratore di sciocchezze, ti ho comprato diecimila biglie, delle nacchere fosforescenti, un’ora di tuoni e fulmini, una falce di zucchero, ti ho comprato una scala coi pioli di cioccolato e uno scoiattolo di lapislazzuli vivo.
Ti ho comprato dodicimilia paia di calze a righe colorate, una gonna svolazzina e una collezione completa di pozzanghere, ti ho comprato una canna da pesca di pongo.
Ti ho comprato una mina anticretino, un abbonamento per fare colazione con me per cent’anni, uno zombi a molla, una scatola di fiammiferi, un cestino di lamponi.
Ti ho comprato un piccolo specchio nel quale potrai vedere quanto sei bella.
Non sono mai stato un granché bravo a fare i regali.
Però questa volta
secondo me
qualcosa che ti piace
c’è.
Guido Catalano
da http://www.guidocatalano.it/
venerdì 13 giugno 2014
Tutto è uno - T.Terziani
Tutto è uno.
Questa idea della dicotomia è profondamente sbagliata. E niente meglio di un grande simbolo asiatico, in questo caso cinese, questa ruota con lo Yin e lo Yang, rappresenta la vita, l'universo... è l'armonia degli opposti. Perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno, non c'è sole senza luna, non c'è bene senza male.
E questo segno dello Yin e dello Yang è perfetto.
Perché il bianco e il nero si abbracciano.
E all'interno del nero c'è un punto di bianco e all'interno del bianco c'è un punto di nero.
giovedì 5 giugno 2014
Passé Composé - Passepartuuvatumonami.
Vorrei poterti dire
parole colorate
vorrei che scoppiassero come una bottiglia
che cade a terra,
una bottiglia di vetro.
Vorrei poterti dare
un abbraccio profumato
vorrei che fosse come una vestaglia
che appoggi sul letto,
una vestaglia misto lana.
Vorrei poterti raccontare
una storia morbida
vorrei che ci ballassi come un tempo
che non c'è più,
un tempo passé composé.
Vorrei poter scrivere
un pezzo sconvolgente
vorrei che rimbombasse come in galleria
la tua voce bambina,
una galleria milanese.
Ma poi vorrei che sta cazzo di bottiglia
si spaccasse in galleria, tra negozi osceni
e la gente ancor di più
dici che è impossibile?
Vedrai.
Perché mi passa più la voglia che la vita
ed il tempo malefico, travestito da amico
ti illude sempre ed ogni volta
scema
tu ci caschi.
E quando sbatto l'anta dell'armadio
e poi si, come sempre, mi incazzo
e tu dici - ora però basta parolacce-
io già ti rispondo
-è che ne dico troppe poche!-
Dicevo che quando sbatto l'anta dell'armadio
e mi butto già sul letto
un poco mi girano i palloni -vedi che miglioro-
metto la vestaglia e penso
atuttelecosechenonhoancoradetto.
mercoledì 28 maggio 2014
Waltz No 1
- Devi dirle che è stato solo un brutto sogno, tra poco si torna a casa e si dimentica tutto.
- Potresti ballare con lei anche se si vergogna che gli altri la vedano
- Dovresti accarezzarle il braccio e fermarti sulla spalla per arricciare un capello, non ha fatto la permanente, non ha più avuto tempo.
- Bisogna che creda in un Dio superiore, quello che hai dentro e non vedi fuori.
- Dovresti annusare questo momento, legartelo attorno al bordo della camicia, spremere il senso di quello che provi e assaporarlo come un'onda che ti affoga.
- Bisognerebbe tutti vivere nelle case di bambola, in un modo non ancora conquistato, senza progressi, prima del capitalismo, prima dell'evoluzione, prima della creazione: un atomo di interezza, un pugno nello stomaco ed è solo iniziata.
- Dovrei imparare a suonare il pianoforte per non dover sempre ascoltare Dustin O'Halloran.
- Dovrei essere una, intera nelle sue parti, compatta non dispersa, integra e non scheggiata, a prova d'impermeabilità.
- Dovrebbe imparare a non tremare ebbene a piangere, sì piangere, piuttosto se vuoi, puoi piangere nonna.
Notte.
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