sabato 17 maggio 2014

L'ULTIMA POESIA G.Catalano



L’ultima poesia è l’unica certezza
l’ultima poesia è quella di quando
c’hai il cuore sgangherato
l’ultima poesia è sempre di tristezza.


Poi arriva la pioggia
che lava via i mali pensieri
ti lava via il trucco rovinato
che c’hai in faccia.


C’è un facilitatore di felicità in sala?
Qui ci sta gente
che ne avrebbe un gran bisogno.


C’è un gatto femmina
che si presterebbe
a dormire qualche notte con me
per farmi riaccalappiare il sonno?


Qui a Torino il cielo
è da troppi giorni azzurro
probabilmente è un cartonato.
È facile che ci stiano prendendo per il culo.


L’ultima poesia è piena di stanchezza
l’ultima poesia è quella di quando
c’hai gli occhi deserti
che ti fanno male.


E se cerchiamo bene
nell’ultima poesia
troviamo pure quello che ci serve


un poco
di bellezza.











mercoledì 14 maggio 2014

MAGGIO DEI MIEI STIVALI, STIVALI DA PIOGGIA.

Devi mollarci tutto lì.

Manca una virgola: devi mollarci, tutto lì.

Come una scelta fatta a pari opportunità, senza sbilanciamenti: la scelta che sembra non abbia una riflessione, la scelta di guardare una parte, la scelta di inquadrare e prendere del tutto un particolare.
Bene, molla il particolare, molla tutto lì.
Lì dove sei.
Vai via tu.

Nel momento in cui lasci tutto capisci che non è il tutto che ti prende ma sei tu.
Nel senso che puoi decidere se vuoi, puoi decidere tutto.
Non devi credere nella paura, circumnavigare il globo, annegare tra le lenzuola e il modo in cui nuoti in questo mare non è dato dal solo galleggiare.
Ricordi che ci sono stati giorni in cui abbiamo creduto nell’eternità come se l’avessimo scritta noi, come se fosse stata una nostra idea e gli altri l’avessero semplicemente copiata?

L’eternità? Te la spiego io.
Te la spiego ad occhi chiusi mentre vado via. Puoi decidere dove trovarmi se quello è il tuo problema, puoi trovarmi dove non ci sono più, puoi trovarti proprio dove non vedi niente.

Ed io lo so che hai bisogno di prove ma l’unica prova vera non si trova così, come credi si trovi pace, è una luce e poi rimane negli occhi. Si tratta di un neon senza filtri, è una luce che non devi fissare da vicino e nemmeno quando fa troppo buio.
Rimane negli occhi, rimane lì, dove tu hai mollato tutto.

E se poi volessi davvero questa prova, beh la troveresti, onestamente non so dirti dove, perché si nasconde quando pensi di averla vista e si mostra solo quando smetti di affannarti.
Non è una dieta, non ti consiglia e nemmeno rimprovera: non ascolta e non dice nulla.

Si direbbe che la trovi in queste mie parole: ti sfugge il punto. Il punto è che…






martedì 6 maggio 2014

L' OPERA STRUGGENTE DI UN FORMIDABILE GENIO - Dave Eggers





-Vorrei salvare e conservare tutto, ma allo stesso tempo vorrei anche che tutto sparisse, incapace come sono di decidere se è più romantica la conservazione o il decadimento-

Dave Eggers
(L'opera struggente di un formidabile genio)





Luigi Ghirri, Bologna, Studio di Giorgio Morandi 

martedì 29 aprile 2014

PENSAVO ALLE LENTIGGINI G.Catalano




Pensavo alle lentiggini
pensavo fosse gente
che durante sti periodi freddi e bui
tendessero a migrare
al caldo
dove c’è il sole
il mare.
Le tue no, restano.
Stanno, le tue lentiggini
e ti fanno bella, bellilla, luminosa
ti fanno spiritosa.

Fa rabbia sentir parlar d’amore
a chi non sa l’amore
fa rabbia e fa paura
come le cose che non si sanno.
La morte, per quel che mi concerne a me
non ho capito ancora
chi cazzo l’ha inventata né il perché.

Facciamo, se ti pare
che tu eri una bellissima fontana
che zampillavi all’ombra
di quell’albero che sai.
Facciamo che ero un nano da giardino
e ci innamoravamo.
Facciamo che io ti sradicavo dalla terra
e ti portavo via con me.

E non so mica il dove
per ora non lo so
ma so il perché.
Spegni il telefono, se puoi
rendiamogliela dura
che facciano fatica.
Battiamo qualche record
con i nostri corpi.
Facciamo
se capisci cosa intendo
facciamo in modo che
chi un giorno saprà quello che è successo
abbia difficoltà
a trattenere
un po’ di meraviglia.


http://www.guidocatalano.it/






Analog Double Exposure Photographs by Florian Imgrund

sabato 5 aprile 2014

ZYGMUNT BAUMAN - L'arte della vita




La nostra vita è un'opera d'arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Per viverla come esige l'arte della vita dobbiamo – come ogni artista, quale che sia la sua arte – porci delle sfide difficili (almeno nel momento in cui ce le poniamo) da contrastare a distanza ravvicinata; dobbiamo scegliere obiettivi che siano (almeno nel momento in cui li scegliamo) ben oltre la nostra portata, e standard di eccellenza irritanti per il loro modo ostinato di stare (almeno per quanto si è visto fino allora) ben al di là di ciò che abbiamo saputo fare o che avremmo la capacità di fare. Dobbiamo tentare l'impossibile.
E possiamo solo sperare – senza poterci basare su previsioni affidabili e tanto meno certe di riuscire prima o poi, con uno sforzo lungo e lancinante, a eguagliare quegli standard e a raggiungere quegli obiettivi, dimostrandoci così all'altezza della sfida. 
L'incertezza è l'habitat naturale della vita umana, sebbene la speranza di sfuggire ad essa sia il motore delle attività umane. 
Sfuggire all'incertezza è un ingrediente fondamentale, o almeno il tacito presupposto, di qualsiasi immagine composita della felicità. È per questo che una felicità «autentica, adeguata e totale» sembra rimanere costantemente a una certa distanza da noi: come un orizzonte che, come tutti gli orizzonti, si allontana ogni volta che cerchiamo di avvicinarci a esso. 

lunedì 31 marzo 2014

Orlando




"Per quanto sembri una pura inezia, la funzione degli abiti, dicono, non è solo quella di tenerci caldo. Cambiano la nostra visione del mondo, e la visione che il mondo ha di noi. […] Così pare molto fondata la tesi che sono gli abiti a portare noi, e non noi a portare gli abiti; possiamo far sì che modellino bene un braccio, o il seno, ma essi ci modellano il cuore, il cervello, la lingua a piacer loro."



 Orlando - V. Woolf

martedì 11 marzo 2014

Diario di rondine A.Nothomb





Difficile liberarsi da qualcosa che uno ha scambiato per una liberazione.




A.Nothomb

-Diario di rondine-